Decidere di creare un giardino giapponese va ben oltre il semplice posizionamento di piante in modo esteticamente gradevole. È, prima di tutto, una vera e propria scelta filosofica, un attento bilanciamento tra equilibrio e contemplazione, che affonda le sue radici – figurate e non solo – nella visione del mondo tipica degli abitanti della terra del Sol Levante.
Alla base di questo stile c’è l’idea che la natura non debba essere dominata ma interpretata e accompagnata. Ogni elemento del giardino giapponese – una roccia, un albero, un piccolo specchio d’acqua – non è scelto a caso e segue uno dei principi fondamentali, ovvero quello del wabi-sabi, un concetto estetico che valorizza la bellezza dell’imperfezione, della semplicità e del cambiamento.
Un giardino giapponese, infatti, non è mai “finito” e “perfetto”: evolve con le stagioni, si trasforma, invecchia. E proprio in questo continuo mutare trova il suo fascino. In un mondo sempre più frenetico, realizzare anche un piccolo angolo ispirato a questa filosofia può diventare un modo concreto per ritrovare equilibrio, silenzio e connessione con la natura. Ecco, quindi, come fare. (Immagine in apertura: © Hiroko Nakagawa)
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Giardino giapponese. Ok ma quale?
Sotto l’ombrello della definizione di “giardino giapponese” ci sono diverse tipologie, ognuna associata a una certa filosofia e predisposizione mentale, con caratteristiche differenti, elementi peculiari e qualche difficoltà. Sostanzialmente è possibile individuare quattro tipi di giardino:
Giardino con stagno
È probabilmente quello che rispecchia meglio l’immaginario collettivo legato al giardino giapponese. Include uno specchio d’acqua, spesso abitato da carpe koi, ed è arricchito da piante, ponticelli e vari oggetti decorativi. L’acqua diventa l’elemento centrale attorno a cui si sviluppa il paesaggio, insieme con piante ornamentali e ninfee. È un giardino dinamico, che cambia aspetto con le stagioni.
Giardino da passeggio
La parte più contemplativa lascia spazio anche al movimento, perché è un giardino progettato per essere “vissuto”. È caratterizzato da percorsi che si snodano tra piante, acqua e strutture, rivelando all’osservatore, durante i suoi lenti spostamenti, nuove prospettive. Spesso, il giardino da passeggio, include elementi decorativi come ponti o collinette artificiali.
Giardino roji
Il roji è un giardino intimo e raccolto, caratterizzato da sentieri irregolari, lanterne in pietra e piccoli bacini d’acqua per la purificazione (tsukubai). L’obiettivo è quello di creare un percorso simbolico di distacco dal mondo esterno, attraverso un’atmosfera volutamente semplice e naturale, pensata per predisporre alla calma e alla consapevolezza.
Giardino zen
È il giardino “senza piante” per eccellenza, composto da pietre, rocce e sabbia o ghiaia finemente rastrellata. Questo tipo di giardino – che talvolta si trova anche in versione “portatile”, da posizionare sulla scrivania o su una mensola – è essenziale e minimalista, progettato per favorire la meditazione, la concentrazione e la contemplazione.
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Progettazione passo passo di un giardino giapponese
Realizzare un giardino giapponese richiede tempo, attenzione, pianificazione e una visione d’insieme. Per prima cosa è indispensabile osservare con attenzione l’area che si vuole dedicargli, tenendo conto tanto delle dimensioni, quanto del tipo di terreno, senza dimenticare l’esposizione alla luce solare, le eventuali zone d’ombra e gli elementi già presenti. Uno dei vantaggi di progettare uno spazio di questo tipo è che non è obbligatorio avere terreni di grandi dimensioni, perché anche una zona piccola può trasformarsi in un bel giardino giapponese, se progettato con cura.
Una volta analizzato lo spazio, è fondamentale scegliere lo stile più adatto tra quelli che abbiamo menzionato in precedenza. Riassumendo:
- giardino zen per ambienti piccoli e minimalisti
- giardino con stagno per spazi più ampi
- giardino roji per un’atmosfera intima
- giardino da passeggio per superfici estese.
Coerenza e armonia visiva
Sarebbe meglio evitare di mescolare più stili, visto che la coerenza è essenziale per mantenere armonia visiva. Inoltre, prima di passare alla creazione vera e propria, è bene prendere carta e penna e creare uno schema che includa i punti focali (una roccia, un albero, una lanterna…) e i percorsi, così da avere un riferimento preciso.
Una volta scelti gli elementi da inserire nel giardino, è fondamentale posizionarli con attenzione, evitando schemi troppo rigidi o simmetrici. Le pietre, per esempio, dovrebbero apparire come parte naturale del paesaggio, mentre i sentieri è preferibile che seguano andamenti leggermente irregolari, così da risultare più spontanei e armoniosi. Anche l’acqua deve essere integrata in modo fluido. Nel complesso, ogni elemento dovrebbe trasmettere una sensazione di naturalezza e semplicità, pur essendo in realtà il risultato di uno studio attento e accurato di ogni dettaglio.
L’importanza dell’irrigazione nel giardino giapponese
In un giardino giapponese, l’irrigazione regolare è fondamentale ma va interpretata in modo diverso rispetto a quella di uno tradizionale. Non si tratta semplicemente di fornire acqua alle piante. Come per ogni altro aspetto è una questione di equilibrio naturale e di armonia.
Molte piante che facilmente troveranno posto in uno spazio di questo tipo – come gli aceri giapponesi, il muschio e le felci – necessitano di un terreno costantemente umido ma mai eccessivamente bagnato. Se l’irrigazione è irregolare, il muschio può seccarsi rapidamente e le foglie degli aceri perdere colore o bruciarsi, compromettendo l’estetica del giardino.
Tra l’altro il muschio è spesso il vero indicatore dello stato di salute dell’irrigazione: se appare verde e rigoglioso, significa che l’umidità è corretta, mentre eventuali zone secche o scolorite rappresentano la cartina di tornasole della necessità di interventi mirati. Le piante giapponesi, spesso delicate, soffrono gli sbalzi tra secco e troppo bagnato e preferiscono irrigazioni leggere, frequenti e regolari, effettuate idealmente nelle ore più fresche del mattino o della sera.
Aiper IrriSense 2, fino a 10 zone del giardino irrigabili in modo e momenti diversi
Un sistema di irrigazione intelligente come l’Aiper IrriSense 2 – con pianificazione e mappatura precisa di ogni zona – rappresenta una soluzione ideale per bagnare in modo regolare e non eccessivo le piante del giardino giapponese.
Pensate, per esempio. alla necessità di irrigare alcune zone ogni giorno, con una data quantità di acqua, e altre con minore frequenza e con meno acqua. L’Aiper IrriSense 2 permette di dividere il giardino giapponese in 10 zone e di dedicare a ciascuna l’attenzione adeguata.
Tra l’altro, anche nei giardini zen “secchi”, in cui si può pensare che non sia necessaria l’irrigazione, le eventuali piante richiedono cure idriche e la ghiaia può essere leggermente bagnata per ridurre la polvere e mantenere l’aspetto curato. In sintesi, un’irrigazione equilibrata è essenziale non solo per la salute delle piante, ma anche per l’armonia e la bellezza di ogni giardino giapponese.
Aiper IrriSense 2
Irrigatore smart Wi-Fi multizona
Caratteristiche tecniche
- Copertura massima: fino a 445 mq
- Distanza del getto d’acqua: da 2 a 12 m (portata massima: 25 litri d’acqua al minuto / Pressione dell’acqua minima di funzionamento: 2,0 bar)
- Cavo elettrico / Attacco tubo: 10 m / 5/8″ e 3/4″
- Funzioni intelligenti: Mappatura dell’area da irrigare (fino a 10 zone indipendenti per un’irrigazione specifica per ogni pianta o gruppo di piante) / Programmazione giornaliera e settimanale / Distanza del punto da raggiungere / Tecnologia EvenRain (simulazione pioggia leggera) / Sensore di pioggia / Controllo a distanza in real time / Modalità Drenaggio Invernale (anti-congelamento)
- Risparmio: fino al 40% di acqua in meno per ogni irrigazione
- Contenuto della confezione: Irrigatore IrriSense 2, cavo elettrico, base di appoggio, picchetti, chiave a brugola, kit di collegamento rapido al tubo flessibile, guida rapida, manuale di istruzioni
Giardino giapponese: la scelta delle piante
La scelta delle piante è uno dei passaggi più delicati e determinanti nella creazione di un giardino giapponese. Sono le piante, infatti, a donare l’atmosfera che definisce l’intero spazio. La regola principale non è puntare alla varietà – possono essere sufficienti anche solo due o tre tipologie di piante – ma all’armonia tra forme, colori e volumi. È importante privilegiare specie semplici ed eleganti che abbiano una presenza discreta ma raffinata.
Qualche esempio? Gli aceri giapponesi, con le loro foglie sottili e il sorprendente cambio cromatico in autunno; Il bambù, alto e slanciato; le felci e il muschio, con la loro densità e la texture morbida, per creare continuità e profondità nel paesaggio.
Occorre anche prestare attenzione alla stagionalità: l’obiettivo è far sì che il giardino evolva in modo armonioso con le stagioni, offrendo sempre scenari nuovi. In primavera, per esempio, grazie alle fioriture delle azalee o dei ciliegi mentre in autunno grazie alle sfumature rosse e arancioni delle foglie degli aceri.
Limitare il numero di varietà è essenziale per evitare confusione visiva e preservare la coerenza stilistica. La scelta ponderata delle piante permette di ottenere un equilibrio naturale, dove ogni elemento ha il suo spazio e la sua funzione, contribuendo a trasformare il giardino in un luogo di pace, contemplazione e armonia visiva.
Acero giapponese
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Azalea
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