I gonfiabili e gli accessori da piscina sono protagonisti dell’estate, ma per conservarli in condizioni ottimali è fondamentale sia riporli correttamente durante l’inverno, sia trattarli adeguatamente quando fa caldo e li si usa ogni giorno. L’umidità, lo sporco e l’esposizione ai raggi solari, infatti, degradano rapidamente i materiali, riducendo la durata dei prodotti. Questa guida raccoglie consigli semplici ma efficaci per proteggere i gonfiabili in ogni stagione, così che siano sempre pronti e in perfette condizioni quando necessario.
Il fascino dei gonfiabili per piscina
Galleggiare in piscina significa restare sulla superficie dell’acqua. E questo può avvenire in due modi: grazie al galleggiamento naturale del corpo o con l’aiuto di accessori gonfiabili. Nel galleggiamento naturale è il corpo stesso a mantenersi a galla, perché l’acqua esercita una spinta verso l’alto (la famosa “spinta di Archimede”) che contrasta il peso corporeo. Non tutti però galleggiamo allo stesso modo. La capacità di restare in superficie dipende dalla percentuale di massa grassa, da quanta aria abbiamo nei polmoni, dall’abilità di rilassarsi e dalla posizione del corpo.
Con i gonfiabili, invece, il principio fisico è lo stesso, ma cambia il modo in cui viene applicato. Non è il corpo a dover fare il lavoro, perché il volume d’aria contenuto nel materassino, nel salvagente o nello scivolino gonfiabile genera una spinta verso l’alto molto più forte di quella naturale. La densità dell’aria è infatti molto più bassa di quella dell’acqua. Per questo i gonfiabili permettono a chiunque di galleggiare senza sforzo, restando perfettamente sostenuti e in posizione comoda.
Principio di Archimede
È il principio che spiega perché alcuni corpi affondano mentre altri no, affermando che «ogni corpo immerso in un fluido (liquido o gas) in equilibrio subisce una forza diretta dal basso verso l’alto, passante per il centro di massa del volume di fluido (omogeneo) spostato e di intensità equiparabile alla forza-peso del fluido spostato». Il principio di Archimede spiega quindi perché un sasso affonda mentre una nave da crociera costruita in metallo resta a galla.
Tipologie di gonfiabili per piscina e loro utilizzo
Esistono tanti tipi di gonfiabili adatti a ogni stile di relax: dai classici ciambelloni ai lettini con poggiatesta, dalle poltrone galleggianti ai modelli più creativi pensati per il divertimento. Vediamo insieme, di seguito, i modelli più comuni:
- Lettini galleggianti: perfetti per prendere il sole, spesso con poggiatesta e porta-bicchieri
- Ciambelle classiche: la soluzione intramontabile per un relax leggero
- Sedute galleggianti: sono posti a sedere verticali con supporto per la schiena. Offrono maggiore stabilità e sono ideali per leggere o conversare
- Tappetini piatti: superfici sottili e piatte permettono di sdraiarsi a pelo d’acqua
- Gonfiabili “novelty”: a forma di animali (come la figura sotto) o frutta, per un tocco giocoso e per far divertire i più piccoli
- Mega-float da party: progettati per più persone, con zone ombreggianti o ghiacciaie integrate. Sono ottimi per attività di gruppo e feste in piscina.
© Photo Credits: Maria Kray
Conservare i gonfiabili per piscina: come e perché
Iniziamo con il perché. Il primo aspetto da considerare è di natura economica. Abbiamo visto che esistono diversi tipi di gonfiabili. I modelli per bambini sono i più comuni e anche meno impegnativi. La loro durata è fissata in un periodo relativamente breve, che non supera, quando va bene, i 2-3 anni.
Le ragioni sono molteplici: i bambini crescono in fretta e il target di peso viene velocemente superato. Per la loro natura giocosa e travolgente, inoltre, sono poco attenti. Capita spesso che i gonfiabili per bambini vengano un po’ maltrattati (nel senso buono del termine): tuffi a bomba, strattoni, trascinamenti in zone non proprio idonee, ecc.
I modelli per adulti, invece, sono di un altro livello e prezzo. Il costo di quelli di buona qualità solitamente oscilla tra i 20 e i 40 € per i modelli per una sola persona. Tra gli 40 e i 70 € per i materassini da due posti. Ma possono arrivare fino ai 100-200 € (e oltre) per i mega-float da più persone.
Rischiare di cambiarli ogni anno – o un anno sì e uno no – inciderebbe quindi sul budget. Ma al di là di questo, se possedete un gonfiabile che voi o i vostri figli adorate in modo particolare per qualità e praticità, o perché vi riporta alla mente emozioni e belle giornate, vorrete senza dubbio che duri più a lungo possibile.
Passiamo quindi al come. Nella guida che segue ci sono tutti gli accorgimenti adeguati da prendere. E ricordiamo che una buona conservazione inizia con una manutenzione accurata.
Passo 1: sciacquate i gonfiabili dopo l’uso
Il primo passo nella manutenzione dei galleggianti per piscina è risciacquarli correttamente prima di conservarli. Dopo settimane di esposizione a cloro, sale, oli solari e polvere, una pulizia accurata è essenziale. Usate acqua dolce e pulita per il risciacquo e, per rimuovere residui più ostinati, un detergente sgrassante delicato, applicato con una spugna morbida. Contro macchie ostinate come creme solari o accumuli di olio, potete applicare una piccola quantità di detersivo per piatti e strofinare delicatamente le aree interessate per poi risciacquare accuratamente. Questo previene aloni, cattivi odori e la proliferazione di muffe o insetti.
Passo 2: sgonfiate e piegate i galleggianti (per l’inverno)
Per lo stoccaggio invernale sgonfiate completamente i gonfiabili, preferibilmente con una pompa a mano o elettrica dotata di funzione di deflazione che velocizza e uniforma l’operazione. Non fidatevi della classica operazione manuale (e sbrigativa) che consiste nel pressare con le mani i gonfiabili. Non è sufficiente a eliminare tutta l’aria dal loro interno. Piegateli seguendo le linee naturali della struttura ed evitate di farlo in modo eccessivamente stretto, in quanto potreste stressare il materiale plastico o danneggiare le cuciture.
Per sgonfiare completamente i gonfiabili senza acquistare una pompa elettrica che funzioni anche come aspiratore, potete usare un normale aspirapolvere domestico dotato di tubo flessibile. Vi basta un minimo di manualità e un po’ di inventiva per adattare il beccuccio dell’aspirapolvere alla valvola del vostro giocattolo galleggiante.
Passo 3: conservate i gonfiabili in modo adeguato
Le modalità di conservazione variano a seconda della stagione.
- Conservazione estiva: riponete i gonfiabili per piscina in un luogo fresco, asciutto e facilmente raggiungibile. Evitate di lasciarli sotto il solo o la pioggia.
- Conservazione invernale: scegliete contenitori chiusi e/o ermetici, preferibilmente in aree ombreggiate e stabili dal punto di vista termico per prevenire muffe e parassiti. Evitate spazi con fluttuazioni di temperatura e umidità, come soffitte, capanni o casette da giardino (accessibili anche a topi o altri roditori).
- Consigli generali: un’esposizione prolungata alla luce solare danneggia i materiali plastici, quindi evitatela. Tenete inoltre i galleggianti lontani da oggetti appuntiti o taglienti. Una piccola foratura può costare cara.
Soluzioni di stoccaggio pratiche e funzionali
- Cesti robusti da bucato: economici e immediati per l’uso quotidiano.
- Contenitori con ruote: rendono facile spostare grandi quantità di accessori.
- Cassette da esterno impermeabili: ideali per proteggere dalle intemperie.
- Vasche rigide con coperchio: utili per chi ha poco spazio interno, possono stare anche fuori e in generale permettono di essere impilate una sull’altra, occupando meno spazio.
- Ganci e reti su recinzioni: ottime soluzioni verticali per asciugare o riporre i pezzi più leggeri e di medie dimensioni (sempre in zone d’ombra).
Aiper IrriSense 2
Il primo sistema di irrigazione 4 in 1 con gestione intelligente di più zone.
COMPRALO ADESSOSe volete approfondire l’argomento e capire cosa rovina i gonfiabili nel breve e lungo termine, come evitare che si deteriorino e come prolungarne la vita, non vi resta che passare alla seconda parte di questo articolo: Consigli per conservare i gonfiabili per piscina – Parte 2/2.
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