Nella Parte 1/2 dell’articolo Consigli per conservare i gonfiabili per piscina, abbiamo introdotto l’argomento “gonfiabili e loro conservazione“. Oltre a descriverne il fascino – una piscina senza gonfiabili è sicuramente meno divertente – abbiamo elencato le principali tipologie, citando i lettini galleggianti, le ciambelle, i gonfiabili “novelty” e via dicendo.
E vi abbiamo messo in guardia dal trascurarli. Come ogni cosa che venga a contatto con l’acqua e che sia destinata a vivere all’aria aperta, anche i gonfiabili per piscina richiedono un minimo di manutenzione ordinaria.
Quando la stagione dei bagni finisce, infatti, vanno conservati in modo corretto così da riprenderli l’anno successivo e ritrovarli in perfetto stato. Se alcuni giocattoli galleggianti sono economici, altri possono avere un costo non trascurabile. Sarebbe un peccato gettarli via dopo pochi giorni di utilizzo. Vediamo nei paragrafi che seguono cosa tende a rovinare i gonfiabili e in che modo possono essere salvaguardati. (Immagine in apertura: © Kindel Media)
Cosa rovina i gonfiabili (e come evitarlo)
I gonfiabili sono belli, comodi e divertenti… ma richiedono un minimo di attenzione per durare più di una stagione. Ecco i fattori che li danneggiano e in che modo:
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Sole e raggi UV (ultravioletti)
I raggi UV degradano il PVC o vinile (polivinilcloruro), rendendolo più seccoi, rigido e fragile. Pertanto, se i gonfiabili restano ore al sole o vengono riposti senza copertura, nel tempo compaiono micro-crepe, scolorimento e una maggiore vulnerabilità agli strappi. Meglio lasciarli asciugare all’ombra e riporli al riparo dal sole.
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Calore e sovrappressione
Il calore intenso dilata l’aria interna causando sovrappressione e mettendo sotto stress le saldature in plastica. fino a farle rompere. Se lasciati al sole gonfiati al massimo, rischiano di deformarsi o addirittura scoppiare.
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Freddo e sbalzi di temperatura
Il freddo eccessivo irrigidisce il materiale, rendendolo più propenso a creparsi e in generale più vulnerabile agli strappi. Gli sbalzi termici caldo/freddo accelerano l’invecchiamento del PVC/vinile. Uno scenario comune da evitare è quello di lasciare i gonfiabili per piscina in garage o in auto durante l’inverno.
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Umidità e muffe
L’umidità stagnante favorisce muffe e funghi che intaccano la superficie lasciando macchie permanenti e indebolendo le zone saldate. La modalità di conservazione si rivela dunque cruciale per evitare questo inconveniente. Non riponete i vostri gonfiabili da bagnati. Fateli asciugare completamente e attenzione a non scegliere ambienti umidi per lo stoccaggio, così da scongiurare muffe e cattivi odori.
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Cloro, prodotti chimici e residui di olii o creme solari
Cloro, alghicidi e prodotti per il trattamento dell’acqua possono indebolire la superficie dei gonfiabili, rendendo il PVC/vinile più poroso, opaco e meno elastico. I residui di creme solari e/o olii per il corpo, dal loro canto, possono invece lasciare aloni, accelerare l’ossidazione del materiale e rovinarne la finitura, se non rimossi. Per questo, dopo ogni utilizzo, è fondamentale risciacquare i gonfiabili con acqua pulita. Anche una sola giornata senza risciacquo può lasciare residui che, asciugandosi sulla superficie, la rendono più opaca, più delicata e più fragile nel tempo.
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Abrasioni e superfici ruvide
Il contatto con le pavimentazioni ruvide, la pietra, il legno irregolare o le superfici abrasive può causare graffi, perdita di colore o microforature. Trascinarli sul bordo piscina non lisciato, oppure salirci in troppi può dunque creare microfori, tagli e stress sulle cuciture. I gonfiabili sono fatti per galleggiare, non per essere trascinati, né usati come tappeto elastico.
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Gonfiaggio eccessivo
Gonfiare troppo un materassino mette sotto tensione cuciture e materiali fino a deformarli o farli scoppiare. Può accadere se fate uso di pompe elettriche prive di display con indicazione della pressione.
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Peso eccessivo o utilizzo improprio
Caricare il gonfiabile oltre il limite indicato o usarlo come piattaforma per saltare può deformare il PVC o creare stress nei punti di saldatura. Due adulti che salgono su un gonfiabile progettato per bambini, ad esempio, quasi certamente lo rovineranno, rischiando di renderlo inutilizzabile.
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Stoccaggio scorretto
Piegature sbagliate, residui d’aria all’interno o contenitori troppo pieni, possono creare pieghe permanenti, tagli e stress nei punti delicati.
Un materassino che è stato riposto in un contenitore, schiacciato sotto oggetti pesanti, riporterà pieghe forzate e deformazioni.
Photo Credits: © Kindel Media
Come prolungare la vita dei gonfiabili
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Gonfiaggio corretto
- Usate una pompa elettrica: vi farà risparmiare tempo e renderà il processo più uniforme. Se ne siete già in possesso, potete utilizzare un compressore portatile per pneumatici di auto. Molti modelli prevedono infatti l’opzione “gonfiabili”.
- Non esagerate: il gonfiabile deve essere ben gonfio, solido ma mai teso come un tamburo. L’eccessiva pressione rovina le cuciture e ne riduce la durata.
Individuare e riparare le perdite
Per trovare una perdita, immergete parzialmente il gonfiabile in acqua e osservate l’eventuale formazione di bolle. Una volta identificato il foro:
- Asciugate completamente l’area.
- Applicate un nastro/toppa in vinile o avvaletevi di un kit di riparazione, seguendo accuratamente le istruzioni, per una tenuta sicura.
Protezione dai raggi UV
- Conservate i galleggianti in aree ombreggiate o usate coperture scure per proteggerli dopo l’uso. Lasciarli per ore al sole diretto non è affatto una buona idea.
- L’uso di spray protettivi anti-UV può ridurre significativamente lo scolorimento e l’indurimento del materiale.
Pulizia regolare
Godersi il sole su di un materassino che fluttua in piscina è il miglior modo per abbandonarsi alla spensieratezza. E questa, è una delle “parole chiave” per noi di Aiper. I robot per piscina senza fili di Aiper, infatti, sono proprio pensati per rendere i lavori di pulizia semplici e spensierati. Tra tutti, l’Aiper Scuba S1 Pro è tra le soluzioni più complete e definitive. Offre infatti una pulizia profonda e automatica di fondo e pareti, eliminando residui di impurità e sostanze aggressive che altrimenti si depositerebbero anche sui vostri gonfiabili, accelerandone l’usura.
- Una pulizia periodica rimuove sporco, cloro, olio solare e residui organici, assicurando che i vostri galleggianti rimangano igienici e resistenti. È consigliabile eseguirne la pulizia almeno una volta alla settimana.
- Anche la qualità dell’acqua della piscina influisce: un’acqua pulita e ben bilanciata riduce il deterioramento dei gonfiabili.
Conclusioni
Una corretta gestione — risciacquo, piegatura e adeguata conservazione — permette di mantenere i gonfiabili in ottime condizioni stagione dopo stagione. Bastano tutto sommato pochi accorgimenti per prolungarne la durata. Con pulizie regolari e pratiche intelligenti di stoccaggio, massimizzerete la durata dei vostri giocattoli galleggianti. E con loro, la possibilità di godervi al massimo giornate di totale relax in piscina.
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